SU L’UMANO SENTIRE (Cap.2) “Maneggiami con cura”

Su l’Umano sentire (Cap. 2)
INSTALLAZIONE TEATRALE PER VIDEO E PAROLE
Un unico libro per più capitoli
“Maneggiami con cura”

“Maneggiami con cura” segue il percorso di indagine che Officina Orsi
 ha iniziato partendo dal tema della memoria (Souvenir di Lugano. Ricordo
 di Lugano) e che sta portando la compagnia a compiere un viaggio per capitoli, in varie città, sul sentire umano, sulle varie sfaccettature dell’anima.

“La nostra ricerca intende indagare l’applicazione di nuove forme alla pratica del teatro partecipativo e si interroga su un’espressione artistica che possa includere spettatori e comunità. Teatro come laboratorio della collettività, microcosmo della nostra società, luogo di confronto del pubblico con se stesso”.

La struttura e la forma di “Maneggiami con cura” segue una modalità di “messinscena” installativa per video e parole e il contenuto mette a fuoco, ancora una volta, il “coro”, la moltitudine, che riunisce tutti in un apparente unica riflessione, dove ognuno può includere la propria voce o il proprio silenzio.

Tema portante del “racconto” affidato alle persone che gli artisti hanno incontrato e intervistato è in questo secondo capitolo, la mancanza. Luogo e tempo in cui il pensiero o l’azione, si dedica fermamente a far vivere l’assenza, rendendola presente, nel continuo rimando a qualcuno o qualcosa. Un’assenza che fa compagnia. Un vuoto che diventa pieno di attesa.

Intorno alla mancanza il dimenticato si rende visibile.
Quando la mancanza è incolmabile allora è perdita di ciò che non è più. La mancanza sa di non potersi tradurre in ricerca di esaudimento, sarebbe realizzazione dell’impossibile, perché la mancanza ha il tratto assoluto del desiderio – mancante di forza propulsiva, che si trasforma in attesa passiva. E’ così che la mancanza diventa opposta al bisogno, che può essere appagato.

In Maneggiami con cura” il tempo dell’ascolto di sé passa attraverso delle figure, dei “personaggi” che apparentemente non ci appartengono, che non conosciamo, ma che di

ventano gli archetipi della ricerca di ogni spettatore.

Note di regia
Nell’assenza, nella mancanza la eco del soggetto diventa presenza – dice Rubidori Manshaft.
 Manipolare l’assenza, far durare questo momento, ritarda il più possibile l’istante in cui l’altro potrebbe, dall’assenza piombare bruscamente nella morte. La messa in scena di un’assenza ci aiuta a separare il tempo in cui la mancanza diventerà vuoto.

L’esercizio, perché il nucleo della mancanza ricompaia, o compaia, è l’attesa nella quale la mia mancanza diventa presenza, ha un andamento circolare è un andirivieni. Una presenza distorta che appare e scompare che diventa pratica attiva nella convocazione dell’assenza.

La mente crea il rituale che diventa complicità, tra sé e sé, tra il pensiero della mancanza e la propria presente assenza. Tra memoria e desiderio, tra ritrovamento e rievocazione.

creazione: Officina Orsi
concetto e direzione:  Rubidori Manshaft
collaborazione al progetto: Paola Tripoli
testi: Roberta Dori Puddu
riprese video: Fabio Cinicola
editing video: Rubidori Manshaft
online video e audio: Fabio Cinicola
produzione: Officina Orsi
coproduzione:  LuganoinScena e Fondazione La Residenza – Casa svizzera, Malnate
con il sostegno: Pro Helvetia, Fondazione Svizzera per la cultura,
Città di Lugano, Fondazione Ernst Göhner
si ringraziano:  Francesca Garolla, Mariano Dammacco

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